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SUCCESSO DEL CONVEGNO ANAV SU "RIFORMA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI"


Sala gremita e posti in piedi nella sala del Palazzo delle Esposizioni di Roma per il convegno organizzato da Anav su "La riforma dei servizi pubblici locali e l'intreccio normativo del TPL" (9 giugno 2010), al quale ha partecipato anche il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto. Il successo dell'iniziativa - che ha fatto seguito all'assemblea annuale dei soci, dove il presidente Giuseppe Vinella ha ampiamente illustrato lo stato del trasporto pubblico locale, del trasporto interregionale e del noleggio - ha dato evidenza a quanto il problema delle regole, e soprattutto della certezza delle regole, sia fortemente sentito dalle aziende.


I "dubbi interpretativi"


Nella relazione introduttiva l'avv. Maria Alessandra Sandulli, docente di giustizia amministrativa, ha proposto una analisi d'insieme sulle normative che interessano il Tpl (e sulle stratificazioni legislative), proponendo soluzioni interpretative sulle nuove norme che regolano, a regime e in fase transitoria, l'affidamento dei servizi pubblici di trasporto su strada, in ambito locale e regionale. La giurista si è soffermata in particolare nell'esame dell'impatto dell'art.15 della legge 166/2009, sostenendo che "la non applicazione a tutto il trasporto regionale determinerebbe un doppio regime per servizi che necessitano, invece, di una gestione integrata. L'attuazione concreta di un doppio regime sarebbe estremamente complicata, sia al momento di stabilire quali servizi sono di competenza regionale e quali invece di competenza degli enti locali, sia nella concreta gestione dei servizi stessi in maniera omogenea ed integrata sul territorio regionale. E' opportuno e auspicabile che il regolamento di attuazione la portata applicativa della norma e, se del caso, i meccanismi di coordinamento di un doppio regime".


Da Roma all'Europa


L'assessore alla mobilità del Comune di Roma, Sergio Marchi, non si è limitato ai saluti di rito in apertura del convegno, ma ha anche illustrato il "cantiere" aperto nella Capitale per affrontare i nodi del Tpl con interventi su efficienza della gestione e decongestione del traffico, portando il "punto di vista" degli amministratori all'assise di operatori. Da Roma alle grandi Capitali europee: Thomas Avanzata, esperto di Affari europei, ha offerto un quadro dei differenti modelli di organizzazione dei trasporti pubblici: da Belgio e Germania, che si caratterizzano per mercati tendenzialmente chiusi, alla Spagna e alla Francia, con esempi di concorrenza controllata sono presenti in Spagna e Francia, fino alla déregulation del Regno Unito (a esclusione, però, di Londra e Irlanda del Nord).


Il talk show


Il dibattito ha messo intorno allo stesso tavolo Confindustria (Giuseppe Mele, direttore dell'area politiche territoriali) e Antitrust (Andrea Pezzoli, responsabile della Direzione trasporti), sindacati (Luigi Simeone, segretario nazionale Uil-trasporti) e associazioni (oltre al presidente Giuseppe Vinella, "padrone di casa", anche Marcello Panettoni, presidente Asstra), moderati dalla giornalista del Sole24ore Morena Pivetti.


La manovra economica


I riflessi della manovra economica del Governo sul settore sono stati un tema "caldo" del dibattito. Il presidente Anav Giuseppe Vinella, commentando i dati anticipati dalla stampa ha dichiarato: "Tutta la manovra non tranquillizza, ma prima di dare un giudizio definitivo aspettiamo di vedere i veri numeri e i veri tagli: altrimenti dovremmo dire che sono numeri da chiusura del trasporto pubblico locale. E' necessaria una verifica e spero che si tratti di numeri sbagliati, e che alla fine, se ci dovranno essere dei tagli, siano gestibili dalle Regioni e non vadano a scapito dei servizi alla collettività e dei 115 mila addetti del settore".


Anche Mele (Confindustria) ha sostenuto che "non può essere una manovra così drastica, altrimenti devono dire quale Tpl vogliono fare, quali gare vogliono fare".


Decisa la replica del ministro Fitto: "Se qualche regione vorrà usare la manovra per fare terrorismo è una scelta personale. Io penso che nell'ambito di ogni singolo ente ci sia il margine per intervenire su settori in cui ci sono sprechi e non su settori come il trasporto pubblico locale dove servono risorse". Aggiungendo: "Sarebbe utile verificare quanto le regioni abbiano utilizzato i fondi a disposizione per il trasporto pubblico locale".


Critiche e polemiche


Il dibattito, oltre che sui temi più strettamente legati al nodo delle regole, si è vivacizzato affrontando anche altre "emergenze" del settore, dal rapporto aziende-amministrazioni, al contratto, alle gare.


Panettoni ha polemizzato con le amministrazioni che scaricano sulle aziende la soluzione dei problemi del Tpl: "L'efficientamento si può e si deve fare. La velocità commerciale però non la fissano le aziende, ma le politiche sul traffico, sulla mobilità, delle amministrazioni locali. Non è responsabilità delle aziende o degli autisti se a Vienna si viaggia a 20 Km all'ora e a Roma a 12. Il nostro trasporto pubblico locale non è adeguato ai livelli europei, soprattutto ora con la crisi che modifica gli stili di vita".


Simeone è intervenuto sulla quantificazione del "giusto contratto": "C'è anche una responsabilità nostra ma quello a cui assistiamo è che a fronte di un aumento dei costi, anche del costo del lavoro, c'è un calo dell'occupazione complessiva e una diminuzione del costo-unità".


Pezzoli dell'Antitrust ha posto il problema dell'arretramento sul tema delle gare: "Prima discutevamo di "come" farle, ora "se" farle. Ma fin qui l'Autorità non ha autorizzato deroghe sull'in house, perché la realtà è che non vengono create alternative di mercato".


Una Authority per i trasporti?


Un tema ripreso in diversi interventi è stato quello di una "autorità dei trasporti". Secondo Pezzoli si tratta di "uno dei settori più 'visitati' dalla concorrenza al quale perciò serve un regolatore". Mele ha dato notizia che Confindustria "sta valutando l'opportunità di una Autorità, sia essa un nuovo soggetto o uno di quelli che già esistono, per una regolazione per tutto quello che riguarda tariffe, servizi, comportamento delle imprese". Molto cauto sul tema invece, nelle sue conclusioni, il ministro Fitto, che ha accennato al rischio di riproposizione di problemi e al legame che si verrebbe a creare a creare col settore di riferimento in caso di autofinanziamento.


Fitto: "Governo disponibile a confronto"


Nel suo intervento il Ministro ha risposto alle richieste di chiarezza sul regolamento sui servizi pubblici locali, ribadendo che l'obiettivo è "rendere più competitivo ed efficiente il sistema dei servizi pubblici e del trasporto pubblico locale". "Entro l'estate - ha detto - si completerà la fase di confronto nelle Commissioni parlamentari competenti e prima dell'approvazione definitiva nel Consiglio dei Ministri c'e' la disponibilità ad un confronto con le aziende per ulteriori chiarimenti ed eventuali miglioramenti". Il ministro ha inoltre annunciato, nei prossimi mesi, "la definizione dei costi standard per incentivare le gestioni virtuose e sanzionare quelle inadeguate". (red)

 
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